Trump (per ora) ferma la Terza Guerra Mondiale britannica antirussa
Trump (per ora) ferma la Terza Guerra Mondiale britannica antirussa

Trump (per ora) ferma la Terza Guerra Mondiale britannica antirussa

Proprio la stampa britannica, guarda caso, ha fornito per prima la notizia che l’amministrazione Trump ha intenzione di voler spostare i 35 mila soldati americani di stanza in Germania verso l’Ungheria e di voler interrompere le esercitazioni militari in UE; in contemporanea gli USA inviano in Italia le nuove atomiche (modello B61-13), la cifra record per Roma è di ben 35 testate su 100 complessive: tutto ciò andrebbe letto come azione di contrasto strategico alla pianificazione neo-imperialista e guerrafondaia di Parigi, Londra e Davos, che manipolano Bruxelles e i loro pupazzi “europeisti” come meglio credono da anni. L’ombrello nucleare francese per l’Europa vorrebbe dire, chiaramente, che l’imperialismo franco-britannico abbia l’ultima parola sulla sicurezza nazionale di tutti i paesi dell’UE; ben difficile che i militari nazionalisti americani lascino Roma mediterranea e Berlino vassalla di Parigi e Londra, che userebbero italiani e tedeschi, con le loro avanzatissime economie di scala, come carne da macello di una inutile e antistorica guerra di civiltà a Mosca.

Nei giorni scorsi, i militari americani avevano lasciato trapelare la notizia che, a parte la retorica neo-britannica e neo-imperialista guerrafondaia e decisamente fanatica di Von der Layen (in pianta permanente al servizio di Davos e MI6 come purtroppo la stessa classe dirigente banderita ucraina), la Difesa italiana e tedesca stavano in realtà già sabotando dall’interno il progetto del fantomatico esercito europeo in Ucraina e la pianificazione neo-imperialista della VDL mascherata nel nome dell’europeismo; da qui il timore di una false flag stragista Britannica in Ucraina per scatenare la Terza Guerra Mondiale contro i russi e contro il grande fascista Vladimir Putin, almeno secondo il britannico Scurati che evoca oggi dannunzianamente, di concerto con il post o neo-comunista Michele Serra, i nuovi guerrieri di civiltà contro Mosca (non ce ne voglia l’immortale Vate, eroe e sommo Poeta d’Italia, se lo scomodiamo per simili facezie). Ieri, frattanto, è fallito l’ennesimo tentato omicidio pianificato dall’MI6 nel giro di pochi mesi verso il presidente Donald Trump.

Come tentavamo di dire da tempi non sospetti, più che anti-europeo l’asse russo-americano in formazione intende svolgere un’azione di necessario contrasto diplomatico e economico al nuovo egemonismo globalista di Pechino e Turchia, strettamente alleato proprio con Londra e Parigi qui in Occidente; alla luce di tali premesse, risulta difficile pensare a un abbandono di Roma, e di conseguenza di Berlino, da parte dei militari Nazionalisti americani e dei loro alleati russi – che hanno svolto con l’ENI anche in tempi recenti di guerra continui scambi diplomatici, culturali e commerciali. Per il giorno 10 marzo, Russia e Stati Uniti hanno intanto richiesto una riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sui crimini contro l’umanità già compiuti dal nuovo governo siriano (sostenuto da Londra, Israele e Turchia) contro le minoranze alawite e cristiane e sulla stessa questione di Gaza demilitarizzata e pacificata.

La debolezza tattica di quest’asse russo-americano, come è evidente a prima vista, è che come da copione e modello storico, Londra attacca senza soluzione di continuità, destabilizza, avanza, sa fare comunicazione e propaganda, mobilita, riesce a passare addirittura per europeista quando vuole solo meglio rendere carne da macello gli europei come ha sempre fatto; ieri mediante Napoleone, i Comunisti, i Pangermanisti delle due guerre; oggi tramite Bruxelles e Davos, sostenendo su tutta la linea il partito comunista cinese che sta costruendo la più grande ambasciata del mondo proprio a Londra e i cui servizi sono direttamente collegati al Britannico MI6. Gli altri si limitano per ora a fare controffensiva senza peraltro aver il coraggio di identificare politicamente o geopoliticamente l’avversario. È comunque un dato di fatto che le élites militari italiane e tedesche si sentano più sicure in un mondo russo-americano che in uno guidato dagli isterismi guerrafondai e neo-imperialisti franco-britannici: elemento centrale e decisivo da considerare al riguardo prima di ogni altra valutazione successiva.