L’élite imperialista britannica, formalmente fuori dall’Unione Europea, è viceversa pronta a guidare una missione militare europea antirussa nel campo ucraino, scintilla che inevitabilmente condurrebbe alla Terza Guerra Mondiale con l’Europa carne da macello, come già è stato nel corso di tutto il ‘900.
Questo è il fine strategico dell’antistorica e suprematista monarchia anglosassone, saldamente legata al partito comunista di Pechino, che vuole perciò ad ogni costo impedire l’inevitabile proiezione indo-pacifica del nazionalismo americano. Rutte e von der Leyen, rappresentanti subalterni a Londra interni alla cosiddetta UE o a strutture NATO, operano di concerto con le élite militariste e imperialiste britanniche; il mondo politico e militare germanico, purtroppo, ha sempre avuto un oscuro e indecifrabile complesso di inferiorità verso la Gran Bretagna e non si smentisce mai: si pensi all’assurda imposizione di Bismarck a Sedan a tutto vantaggio dell’imperialismo inglese, o al Führer a Dunkirk con il suo principio strategico dogmatico secondo cui India e Malta dovevano per forza restare britanniche, cascasse il mondo; fortunatamente giapponesi e italiani la pensavano in modo differente, e la Seconda guerra mondiale, se non altro, avrebbe condotto alla fine dell’egemonismo totalitario mondiale britannico che si protraeva dal 1870!
L’unico uomo politico che nella storia mitteleuropea immaginava una Germania antagonista strategicamente a Londra fu un ebreo-tedesco come Rathenau, secondo Renzo De Felice l’unico patriota tedesco illuminato, che i “nazionalisti” tedeschi (da sempre agenti consci o meno britannici) pensarono bene di uccidere… In realtà la Gran Bretagna, che continua a vivere di economia globalista parassitaria e di rapina in giro per il mondo, guerrafondaia per missione “religiosa”, si è posizionata dal 2016 apparentemente fuori dalla UE solo per avere mano libera per meglio preparare il conflitto russo-ucraino; lascia stupiti il fatto che le élite industriali e politiche tedesche abbiano permesso tutto ciò lasciando la Russia solitaria al suo destino preda dell’imperialismo di conquista britannico.
Gli unici autentici antagonisti politici che l’imperialismo britannico abbia avuto sono stati statisti italiani come Mussolini, Mattei e Craxi, tutti e tre eliminati fisicamente o politicamente dai servizi britannici; solo Mussolini sarà vendicato, nell’estate 1952 a Londra, con la famosa operazione Felix compiuta da agenti segreti della sezione X6 della X Mas guidati dall’agente Aquila e in precedenza addestrati dal grande ammiraglio Pompeo Aloisi. Pur in modo confuso e poco coerente, lo stesso Berlusconi, demonizzato e deriso mondialmente solo perché russofilo, ha però nei fatti in gran parte contrastato il disegno imperialista e guerrafondaio di Londra e ridato un minimo di dignità internazionale al nostro Paese.
Anche gran parte del mondo militare e nazionalista americano – quello della sicurezza nazionale – non ha mai visto e non vede di buon occhio l’imperialismo britannico; addirittura con Trump, portavoce di questo mondo, si ha l’impressione che il nemico strategico sia divenuto proprio Londra. L’imperialismo britannico vede in effetti come fumo negli occhi l’approccio non guerrafondaio di Trump, operando i britannici assolutamente per la continuità e l’ampliamento dei fronti di guerra in Medio Oriente (poca luce è stranamente fatta sulle voci palestinesi nazionali e moderate che mesi fa hanno accusato esplicitamente Londra di essere “il vero covo di Hamas”) e nella stessa Ucraina, in cui il Consiglio di difesa e sicurezza nazionale ucraino, completamente alla mercé dell’MI6 Britannico, ha ordinato lo scorso 17 febbraio il bombardamento del Caspian Pipeline Consortium di cui sono in parte proprietarie anche la nostra ENI, con le statunitensi Exxon Mobil e Chevron. Un vero e proprio atto di guerra non dichiarata contro Italia e Stati Uniti!
Londra avanza decisa verso la Terza Guerra Mondiale.
Onestamente non credo che questa sia una giusta analisi, il Regno Unito non ha assolutamente forza e voglia di affrontare una guerra.